Un’insegnante molto particolare: Lea

Un’insegnante molto particolare: Lea

Quando nacqui la mia famiglia vantava già tra i suoi membri un Setter inglese femmina: Lea.

A quel tempo vivevamo ancora in un appartamento e Lea, dopo un paio di mesi, partorì nove cuccioli. I piccoli crebbero sotto lo sguardo attento e capace della mamma e vennero dati in adozione dopo un paio di mesi. Lea smise le vesti da mamma dopo quell’evento ma non andò mai in pensione, se così possiamo dire, dal compito di educatrice: il cucciolo d’uomo presente in casa, crescendo, pareva avere una predilezione per lei.

Posso dire senza alcun indugio che la mia infanzia è stata arricchita dalla sua presenza. Non passavo momento in cui Lea non fosse al mio fianco: mi faceva apprezzare il mondo che mi circondava, mi accoglieva e confortava nei momenti di tristezza, era la mia fida compagna di giochi e l’amica che mi accompagnava durante i traslochi e non mi faceva sentire sola e perduta nei nuovi ambienti; non appena tornavo a casa da scuola buona parte del tempo lo trascorrevo con lei in giardino a creare nuove avventure per entrambe. Vivemmo insieme fino a quando compii nove anni, poi una patologia degenerativa ci costrinse a doverla salutare prima del tempo.

Nascere e crescere al fianco di un animale non umano è un’esperienza che ti forma come poche altre possono fare. Diversi studi hanno confermato l’effetto benefico della convivenza: favorisce l’empatia e la nascita e il consolidamento dell’Intelligenza emotiva, favorisce un senso di autostima e autoefficacia attraverso le piccole responsabilità che possono derivarne, migliora la comunicazione verbale e non verbale, rafforza il sistema immunitario.

Per rendere possibile tutto questo però è importante che il genitore supervisioni sempre l’interazione e sia consapevole di rivestire, agli occhi del bambino, il ruolo di modello relazionale: deve insegnare al piccolo quando e come approcciarsi al cane/gatto, proporre a entrambi i soggetti attività che favoriscano la nascita di una relazione equilibrata limitando giochi che potrebbero portare a una sovraeccitazione, tutelare entrambi costantemente soprattutto per le incomprensioni comunicative che possono derivare.

L’arrivo di un nuovo membro della famiglia (sia bambino in case in cui siano già presenti cani e/o gatti o cucciolo/gattino in famiglie in cui siano già presenti bambini) dovrebbe avvenire in maniera graduale così da favorire una corretta conoscenza dell’altro ed evitare comportamenti dettati da paura o intolleranza. Soprattutto nella prima ipotesi sarebbe sempre auspicabile il consulto con un professionista così da rendere meno traumatico possibile lo sconvolgimento della quotidianità che può derivare dalla gravidanza prima e dalla nascita dopo e risulta necessario soprattutto quando l’animale presente mostra già alcuni comportamenti anomali (paure, facile eccitazione, reattività, eliminazioni inappropriate, overgrooming).

Così facendo si potranno porre le basi per una splendida amicizia da cui ciascun soggetto potrà trarne beneficio.

 

 

 

 

 

Posted on: 13 Novembre 2017Quisquilie